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武士の魂、日本刀の歴史と発展

Lo spirito del samurai – la storia della katana giapponese

Fin dall’antichità si dice che la spada giapponese, la katana, sia lo “spirito del samurai”. La sua pregevolezza non deriva solo dal fatto che sia un’arma potente, ma anche dalla sua produzione, riconosciuta come artigianato della tradizione e al tempo stesso incarnazione dello spirito giapponese. Ha un valore elevato e in tutto il mondo si annoverano numerosi fan. Ma quando è nata questa arma bellissima e come si è sviluppata? In questo articolo viene svelata la sua storia.

 

La nascita e lo sviluppo della katana

Parlando di katana, la maggior parte delle persone pensa alle spade, con lame ricurve che tagliano da un solo lato, portate dai samurai negli sceneggiati storici. In Asia esistono molti tipi di spade dotate di lame che tagliano da entrambi i lati, ma quelle ricurve sono rare. Tuttavia, la katana non aveva tale forma all’inizio.

La tecnica di fabbricazione della spada fu portata dalla Cina continentale, attraverso la penisola coreana, nel primo periodo Yayoi. La spada a quel tempo era una “spada dritta”, ovvero non ricurva. La curvatura delle spade venne introdotta nel periodo Heian, quando lo stile di combattimento cambiò, passando dalla fanteria alla cavalleria. La curvatura fu creata in modo da colpire efficacemente i nemici stando in sella ad un cavallo.

Nel periodo Kamakura i samurai avevano ruoli centrali nelle dinamiche di potere e la richiesta di spade che potevano resistere a battaglie lunghe e faticose crebbe. Vennero sviluppate le spade “tachi”, dotate di una curvatura maggiore e lame più lunghe, adatte per combattere più efficacemente da cavallo. Alla fine del periodo Kamakura, quando ebbe luogo la battaglia tra le dinastie del nord e del sud, vennero impiegate anche le spade più lunghe “O-dachi (tachi più grandi)”.

Nel periodo Muromachi, i combattimenti basati sulla fanteria divennero più comuni dei combattimenti a cavallo, e apparve la “uchi-gatana”. L’uchi-gatana era più facile da maneggiare del tachi e mirava a colpire rapidamente i nemici. La sua lama era lunga 60 cm o più e presentava una curva poco accentuata. Questa spada è quella che oggi chiamiamo katana.

 

In che modo la katana ha incarnato lo “spirito del samurai”?

Nel periodo Edo ai samurai era richiesto di portare due katana, una grande e una piccola, come parte dell’abbigliamento formale. Fino ad allora era permesso anche alla gente comune di portarle, ma in quell’epoca divenne un privilegio esclusivo del samurai: da semplice arma, la katana era diventata rappresentativa del prestigio del samurai. Le due katana vennero chiamate “lo spirito del samurai” e ciò era molto apprezzato.

È noto che uno dei privilegi del samurai consisteva in un sistema chiamato “kirisutegomen”, secondo il quale era permesso ai samurai di uccidere le persone di rango inferiore (mercanti o contadini) senza incorrere in alcuna punizione se questi fossero stati estremamente maleducati. Di fatto, però, questo privilegio veniva esercitato raramente poiché richiedeva di provare oggettivamente l’ “estrema maleducazione”, infatti la mancata legittimità comportava la pena di morte e la rovina della famiglia. Si trattava del privilegio di decidere della vita o della morte di altre persone e, di fatto, ciò richiedeva ai samurai una disciplina superiore. La katana era il simbolo della superiorità morale del samurai, ovvero del suo spirito.

 

Le katana moderne

Nell’era Meiji la classe dei samurai venne abolita e fu emesso un divieto di portare la spada. Come risultato le katana iniziarono a scomparire. Inoltre i militari condussero una caccia alle spade, dopo la seconda guerra mondiale, e ne confiscarono molte. La sopravvivenza delle katana fu in bilico ad un certo punto, ma alcune furono risparmiate dall’eliminazione dopo che il governo giapponese dichiarò di voler preservare le katana di alto valore artistico per i posteri. Attualmente, le katana possono essere possedute solo come strumenti per le arti marziali o come oggetti ornamentali, non come armi.

 

La spada giapponese è stata originariamente portata dal continente asiatico, ma si è sviluppata indipendentemente a seguito di vicende storiche e dell’evoluzione dello stile di combattimento, raggiungendo così la sua forma attuale. La katana si presenta sotto svariate forme, come arma eccellente, opera d’arte d’elevata bellezza e simbolo dello spirito dei samurai, affascinando ancora oggi molte persone in tutto il mondo.

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