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俳句(HAIKU)〜世界一短い文学に見る日本人の心

Haiku – La sensibilità giapponese nell’opera letteraria più corta al mondo

L’haiku, che è fatto di soli 17 caratteri, è il componimento poetico più breve del mondo. Gli haiku, che descrivono il cambiamento delle stagioni, sono il culmine della sensibilità giapponese verso la bellezza e la percezione della natura. Questo articolo toccherà il cuore dei giapponesi attraverso queste brevi poesie.

 

Cos’è un haiku?

Con il termine haiku ci si riferisce ad una forma di poesia sviluppatasi unicamente in Giappone, composta da 17 sillabe distribuite su 3 righe secondo lo schema 5-7-5. Il senryu è un altro tipo di poesia che usa lo stesso schema 5-7-5, ma l’haiku ha come regola quella di includere parole che fanno riferimento alla natura e ai cambiamenti stagionali. Il senryu, invece, spesso ha come oggetto le relazioni familiari e la società in forma satirica.

Parole come “neve”, “luna” e “fiori di ciliegio” sono usate per descrivere le stagioni. L’haiku ha un numero ridotto di caratteri, quindi l’uso efficace di tali parole permette di evocare immagini della stagione che molte persone condividono e di trasmettere ai lettori più informazioni di quelle contenute in 17 caratteri.

I cinque sensi sono interamente coinvolti per percepire la pienezza della natura. Questa è la base dell’haiku. L’haiku, facile da dire e da ascoltare, è stato amato dal popolo giapponese fin dai tempi antichi. Alcuni dei migliori haiku sono chiamati “meiku” e vengono tramandati di generazione in generazione.

 

Storia dell'Haiku

La parola haiku è l’abbreviazione di “haikai no hokku”, una forma letteraria giapponese che fiorì nel periodo Edo. Haikai significa “comico” o “umorismo”, ed era usato nella poesia renga (versi collegati) che fiorì dal periodo Muromachi (1136-1573) al periodo Edo (1603-1868).

Il renga è un’antica forma poetica giapponese in cui diverse persone si riuniscono per completare una singola poesia a turni. In origine il renga utilizzava espressioni eleganti e graziose, ma gradualmente si è allontanato dal suo percorso originale ed è diventato un semplice gioco di parole.

Nel periodo Edo (1603-1868), la prima frase dei renga e haikai, chiamata “hokku” (cinque, sette, cinque), divenne una forma poetica indipendente. Poeti haiku come Matsuo Basho, il famoso autore di “Oku no hosomichi” (Lo stretto sentiero verso il profondo nord), vi infusero l’essenza del “wabi-sabi” (infatti fino ad allora, l’haiku, era stato più giocoso) e ne migliorarono la qualità artistica. Nel periodo Meiji (1868-1912) Masaoka Shiki ne cambio il nome da hokku ad “haiku”, definendolo come forma letteraria. La sua struttura è stata tramandata fino ad oggi.

L’haiku si è diffuso oltreoceano in epoca recente. Fu l’inglese Reginald Blyce, uno studioso di letteratura giapponese, che aiutò a far conoscere l’haiku al mondo. Blythe, amante della cultura giapponese, introdusse l’haiku nel mondo anglofono pubblicando il primo volume di haiku nel 1949. Oggi, l’haiku è noto in più di 70 paesi e viene scritto nelle lingue autoctone di questi.

 

Il fascino dell'haiku

Haiku è una composizione di 17 caratteri che racchiude la bellezza della lingua giapponese. In queste brevi parole si condensano le emozioni e le sfumature del sentimento verso il cambiamento delle stagioni. Il grande fascino dell’haiku deriva dal fatto che può arricchire l’esperienza di vita umana dando consapevolezza dei cambiamenti della natura e delle stagioni che non si erano notati prima.

Un vantaggio degli haiku è che sono brevi e quindi facili da leggere ad alta voce e da ricordare. Sono piacevoli all’orecchio, perciò sono un buon modo per apprezzare la bellezza del suono e del ritmo della lingua giapponese. Non solo è possibile apprezzarli, ma anche realizzarli facilmente. Può essere divertente provare a scrivere haiku nella propria lingua.

Fin dall'antichità, i giapponesi sono sempre stati attenti al cambiamento delle stagioni – primavera, estate, autunno e inverno – e hanno sempre amato la natura e rispettato la forma. Il valore dell’apprendimento della forma non si limita all’haiku, ma è comune a tutte le arti della tradizione giapponese, comprese la cerimonia del tè, la disposizione dei fiori e le arti marziali. Ripetendo gli stessi movimenti e gesti, più e più volte, e memorizzando la forma, è possibile sviluppare la sensibilità che gli antenati hanno cercato di tramandare, che è una percezione della bellezza unicamente giapponese.

 

Un haiku è una breve poesia che condensa i sentimenti e le emozioni del lettore. È composta di soli 17 caratteri, ma è più eloquente di diecimila parole. I giapponesi hanno una spiccata sensibilità per la natura e i suoi cambiamenti, e quindi ci sono molte parole per esprimere la bellezza e l’atmosfera delle quattro stagioni. Sperimentando e apprezzando gli haiku, è possibile comprendere più profondamente la cultura giapponese.

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